Dall'elenco dei circuiti allo schema unifilare
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Lo stesso edificio della seconda parte, seguito dai vani fino allo schema unifilare. Trentotto alloggi, 1.110 prese e 366 apparecchi contati — non stimati — che salgono lungo un albero di quadri dove ogni nodo diventa corrente, sezione di cavo e protezione.
Si conta, non si stima
La potenza di ogni spazio esce dagli apparecchi che ci sono stati collocati, non da un valore a metro quadro. Un alloggio tipo arriva a 26 kW installati e ne impegna 15,6, sotto i 17,25 del contatore. Il conto non è un'opinione: è la somma di ciò che è disegnato, e si può rifare partendo dalla tavola.
L'albero dei quadri
Sei alloggi per piano non fanno 103,5 kW ma 28,4, e l'intero edificio si ferma a 192,5 kW, un quinto della somma dei massimi. Il coefficiente di contemporaneità non è una scorciatoia: è il modo in cui il distributore stesso dimensiona, e va applicato a ogni nodo dell'albero, non solo alla fine.
Dalla corrente alla tavola
Ogni nodo dell'albero porta con sé una corrente, e da quella discendono sezione del cavo, verifica della caduta di tensione e scelta delle protezioni. Quando questi valori esistono nel modello, la tavola non si disegna: si compila. Trentaquattro tavole di schemi unifilari escono da un inventario di quadri, e il loro numero non è una scelta grafica ma una conseguenza — tanti quadri, tante tavole.
Perché le tavole non si contraddicono
Planimetria, schema unifilare e computo metrico leggono lo stesso modello. Cambiare una presa sulla pianta cambia il circuito, il quadro e la voce di computo nello stesso passaggio. È l'opposto dell'errore classico: lo schema unifilare disegnato a parte e aggiornato «quando c'è tempo».
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