Il computo si ricava dal disegno
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Il computo chiude il lavoro e di solito si lascia per ultimo, come un'incombenza: qualcuno apre le tavole e si mette a contare. Non deve per forza andare così. Se ogni simbolo del disegno sa già che cosa rappresenta, il computo non si scrive: si ricava dal disegno.
Ogni simbolo porta la sua voce
Una presa sulla pianta porta con sé un codice, una descrizione e un'unità di misura; lo stesso vale per una lampada, un interruttore, un metro di cavo. Il resto è semplice: si contano i simboli per tipo e si sommano le lunghezze dei cavi per sezione. Per un edificio di 38 alloggi il conto dà oltre mille prese e allacci fissi, 366 punti luce, 194 interruttori e 72 deviatori, circa 6.200 metri di cavo — ogni numero preso dal disegno, nessuno stimato.
Cosa resta al progettista
Il computo segue le tavole a ogni revisione, perché nasce dallo stesso modello. Il disegno però non contiene tutto: sfridi, calate, assistenze murarie, minuteria, prezzi e soprattutto il controllo di buon senso restano a chi firma. Il metodo toglie ore di disegno, non le decisioni.
Leggi l'articolo completo su ElectroYou — la quinta e ultima parte della serie, con un estratto del computo.